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Come Funziona?

Orecchio esterno


Tra le parti più importanti dell’orecchio e certamente la più visibile, c’è l’orecchio esterno. È formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. È fondamentale per il corretto funzionamento dell’orecchio in quanto all’orecchio esterno è deputata la funzione di raccogliere le informazioni sonore e di assicurarsi di farle arrivare attraverso il condotto uditivo e quindi al timpano.

Padiglione auricolare
Come evidenziato in precedenza, l’orecchio esterno è composto da due parti tra cui il padiglione auricolare (la parte più visibile) che è collocata sulla faccia laterale del cranio. Da un punto di vista anatomico il padiglione è una sorta di piega cutanea le cui forme, direzioni e rigidità sono assicurate dallo scheletro cartilagineo di cui è provvisto. Naturalmente le sue dimensioni possono variare a seconda del soggetto ma tipicamente una volta formatosi in via definitiva (già intorno ai sette anni si completa la crescita del padiglione), il padiglione ha una lunghezza che varia tra un minimo di 5 ed un massimo di 6,5 centimetri mentre la larghezza in media oscilla tra i 3 ed i 3,5 centimetri. Oltre allo scheletro cartilagineo, il padiglione è formato di muscoli e legamenti che contribuiscono a mantenere la tipica forma ovoidale.

Condotto uditivo esterno
Il condotto uditivo esterno, invece, è soltanto in parte composto da cartilagine mentre la restante parte è di natura ossea. Ha inizio nella zona del padiglione conosciuta come conca e per poi terminare ai piedi della membrana timpanica. Morfologicamente si presenta con una forma cilindrica leggermente ritorta sul proprio asse andando a formare una sorta di S leggermente distorta. Ha una lunghezza tipicamente di 2,5 centimetri mentre il diametro è variabile a seconda della posizione specifica presa in considerazione (va da un minimo di 6 mm fino ad un massimo di 9 mm in prossimità dell’orifizio esterno). La parte composta da cartilagine è formata dall’unione di due piccoli canali chiamati l’inferiore cartilagineo e il superiore fibroso, i quali si vanno ad unire. Invece la parte ossea del condotto si divide in tre sottoparti che sono rispettivamente:
- Lamina temporale
- La porzione squamosa dell’apofisi mastoidea
- Osso timpanico


Vascolarizzazione ed innervazione
Nell’orecchio esterno sono presenti numerose arterie che ovviamente sono rami che arrivano dalla carotide esterna ed in parte da un altro ramo terminale della stessa carotide ed ossia l’arteria mascellare. Per quanto riguarda le vene, esse arrivano dalla vena temporale superficiale e dal plesso venoso periarticolare temporo-mandibolare per poi trovare sfogo nella vena giugulare esterna. Focalizzando l’attenzione sul sistema di innervazione presente sull’orecchio esterno, si può notare come esso sia frutto di una ramificazione derivante dai nervi che si trovano in alcuni zone morfologicamente limitrofe come il nervo mandibolare, il vago e il trigemino senza dimenticare il plesso cervicale e il nervo facciale.

Formazione
La formazione dell’orecchio esterno e dunque del padiglione auricolare e del condotto uditivo esterno avviene già alla VI settimana di gestazione del feto umano. In particolare grazie alla presenza di 6 protuberanze di forma sferica chiamati tubercoli di Hiss, ha inizio la formazione del padiglione. Il condotto invece si forma dall’estremità dorsale del primo solco faringeo per mezzo di un diverticolo che incomincia gradualmente ad avvicinarsi verso il cavo del timpano.

Patologie
L’orecchio esterno può presentare alcune patologie che sono abbastanza rare nelle forme gravi mentre possono presentarsi con maggiore facilità nelle forme meno gravi. Prendendo in considerazione il condotto esterno uditivo, ci possono essere svariate forme di anomalie tra cui:
- Atresia del meato. In pratica si presenta una situazione di ostruzione del meato acustico in ragione di una non raggiunta canalizzazione della parte più esterna del condotto mentre all’interno tutto si è formato. Recenti studi hanno evidenziato come questa anomalia abbia carattere ereditario e abbia come conseguenza abbastanza usuale che anche il padiglione auricolare non si formi correttamente o addirittura sia completamente assente.
- Assenza del meato. È una situazione che si manifesta in maniera molto rara comportando che il condotto uditivo non si è per nulla formato. Per arrivare a questa tipologia di patologia è necessario non vi sia una espansione interna del solco faringeo il che comporta la mancata formazione del diverticolo che, come visto in precedenza, di fatto da avvio alla creazione del condotto uditivo esterno.
Ci sono anche alcune patologie che riguardano specificamente il padiglione auricolare:
- Assenza del padiglione. Non ci sono i tubercoli durante la VI settimana di gestazione. Questa anomalia molto visibile, viene anche conosciuta come anotia.
- Appendici auricolari. È la soluzione opposta rispetto alla precedente in quanto l’eccesso di tubercoli comporta la formazione di una massa a forma di appendici sotto il padiglione.
- Microtia. I tubercoli ci sono ma sono in numero inferiore rispetto a quello necessario per cui il padiglione risulta meno sviluppato di quanto dovrebbe essere. Chiaramente questo ha dei contraccolpi anche in termini di funzionalità non permettendo la percezione delle informazioni sonore con conseguente indirizzamento verso il condotto uditivo esterno e quindi al timpano.

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